sonetto ipocondriaco

mi sviene il verso e non c’è verso
di rianimarlo (l’abbiamo perso!)
la rima latita non nasce metrica
neanche con l’aiuto dell’ostetrica

divento isterica, datemi un tavor
chiamate leopardi giù dal tabor
oppure diretto un esorcista
purché funzioni, pure l’analista

mettetemi una mano sulla fronte
somministratemi un ricostituente
(brodo di giuggiole oppure di bisonte)

una respirazione bocca a bocca
per questo sonetto un po’ iperteso
(forse ha solo bisogno di riposo)

dichiarazione d’intenti

in quanto supernova e sartautopica:
mi impegno a migliorare la linguistica
mi ingegno nel covare cosmi e uova
mi assumo l’onere della parola:

per invettiva o poesia comicotragica
chiama il fisso oppure il cellulare
lascia recapito o impronta digitale:
e nella notte mi vedrai sfrecciare

in tuta e mantellina consonanti.
e se le sillabe me le fanno girare:
scagliare vocali, lame rotanti,

bombe labiali e dure palatali
su tutti quegli stronzi al quirinale
(che ci crepassero loro dentro al mare).

i baci si possono dare

questo cofanetto giallo banana chiamato Supernove – poesie per gli anni 2000 è stato pubblicato da Sartoria Utopia (che è la capanna editrice che io e Manu abbiamo inventato: https://www.sartoriautopia.it/ e anche in forma di ebook dalla casa editrice VandA.epublishing: https://www.vandaepublishing.com/).

i baci non si possono dare
perché
(purtroppo e li mortacci):
confronto a te
franz kafka è gigi rizzi


I.

i baci si possono non dare
metterli al buio
farli riposare
seminarli dentro il cuore
farli germogliare in piante di parole

II.

i baci si possono non dare
al posto di darseli si può chiacchierare
stesi sul prato non guardarsi
di nascosto immaginarsi
sulle cime
guardare il mondo
mangiare le ciliegie inventarsi le rime

III.

anche se ho peccato
scaglio io la prima pietra
(ti dico che i baci si possono dare)
e dal vagone numero sette
lancio questo bacio sasso
che in cerchi concentrici si espande
più sprofonda più diventa grande

IV.

sui binari
i baci si possono dare
da oriente da occidente
seduti o in verticale
da nord da sud
orizzontare il desiderio
stella polare
intramontabile sul regno

V.

all’alba
prima di andare a lavorare
si può fare colazione
i baci si possono dare
salutarsi dal finestrino
lasciarsi liberi
affidarsi al destino

VI.

i baci si possono non dare
al posto di darseli ci si può ammalare
diventare sudati tutti bianchi
farsi venire il coccolone
un’improvvisa congestione
l’infarto il diabete l’ipertensione
un giradito un calazio varie gotte
andarsene a casa e buonanotte

VII.

i baci si possono dare
con i raggi infrarossi del pensiero
che sfrecciano chilometri
risanano l’ozono
più veloci della luce del suono
irradiano tepore
colmano la noia delle ore

VIII.

i baci si possono dare
contro i muri con le zanzare
che come damigelle
ti seguono all’altare

IX.

i baci si possono non dare
al posto di darseli non curare
dormire lavorare mangiare lavarsi
fare finta di dimenticarsi

X.

i baci si possono dare
le porte della fiaba spalancare
fottere il padrone la neuroscienza
occupare l’astronave
stare bene all’ennesima potenza

i baci si possono dare è l’inizio di una cosa molto più lunga che parla del desiderio e della sua sublimazione, dell’altro e dei suoi confini, che alcune volte si devono assolutamente invadere e altre volte si devono assolutamente rispettare (il ché, a ben pensarci, è davvero un dito al culo). queste prime dieci stanze sono contenute nel suddetto cofanetto giallo banana chiamato Supernove – poesie per gli anno 2000, che contiene delle cartoline con le poesie mie e di altre 4 poete molto brave che sono Manuela Dago, Roberta Durante, Francesca Gironi e Silvia Salvagnini. le cartoline di tutte noi hanno le poesie da una parte e le immagini dall’altra, nel caso de i baci si possono dare ho fatto delle foto chiedendo in prestito i playmobil a mio figlio e alle sue cuginette e insieme un giorno che c’era brutto tempo al mare abbiamo fotografato questi playmobil che si baciano talvolta, mentre talvolta no (ma anche quando non si baciano si vogliono comunque molto bene).