la ballata delle vecchie amiche

le vecchie amiche le ritrovi al bar
frivole licantrope allo specchio
cercare di stanare un vecchio sogno
con la punta arrugginita di un bastone.
tra le braccia un bimbo e una bottiglia.
ti vedono e sbattono le ciglia
anche tu qui? chardonnay e minias!
e accennano un abbraccio rallentato
alzando il calice, ma il polso slogato
ricade a vuoto e il cuore è frantumato.
ti guardano, ti portano allo specchio
per mano, c’è qualcosa che non quadra:
un giorno un solo sguardo vi bastava:
ed era ouverture della gazza ladra
molti rulli di tamburi e frenesia
di ogni pessimismo l’amnesia.
cadaveri brillavano sul fiume
e al vostro incedere sfarzoso
pandillas che abbassavano le piume.
ma ora che è cambiato il panorama
c’è neve sporca, gabbiani, bitume
come nel video di quell’orsa polare
martire del riscaldamento globale
che si aggira nella steppa siberiana
senza cibo né sapere dove andare.

anche voi così accaldate nell’oggi
di questa sera senza lupi né vento
nessun ululato a trasalirvi
dallo specchio il verdetto violento
e niente di importante più da dirvi.