le parole, caro criceto

quando la testa è minacciata dagli stormi dei pensieri circolari, dalle masse dei pensieri ossessivi che stipano ogni spazio, e tutto frulla e non si ferma e tu sei un criceto sulla ruota dentro una gabbietta di uno stupido tinello disabitato, tu, caro criceto, fai così: mettiti seduto e prendi un pezzo di carta o il computer e scrivi una o due frasette come ti vengono.
le mani, caro criceto, vanno più lente della testa e le parole scritte si trasformano da uccelli spaventati dal loro stesso volo in vecchie carpe sagge, nuotano tranquille nel loro laghetto, e qualche volta ritrovano sul fondo fangoso un anello d’oro.
e se invece di due frasette, caro criceto, ti viene fuori una poesia, allora le parole non sono più carpe, le parole sono quelle creature misteriose che se ne stanno nelle profondità marine di cui nessuno sa nulla tranne qualche volta, che si fanno avvistare dagli uomini, come quella medusa gigantesca nel golfo di napoli qualche giorno fa.